LA SALETTA DELL’ARTE

galleria d’arte moderna
e contemporanea

TARANTO

LA SALETTA DELL’ARTE

La Galleria d’Arte Contemporanea “La Saletta dell’Arte”, nelle sue accoglienti ed eleganti sale, offre ai suoi visitatori e collezionisti una selezione accurata di opere uniche e multipli certificati di Autori italiani e stranieri – storicizzati e di formazione più recente – riconosciuti nel panorama commerciale  dell’Arte Contemporanea nazionale ed internazionale.

E’ bene sottolineare che le Gallerie d’Arte rimangono il punto di riferimento principale per il collezionista che vuole investire e per il semplice cultore e/o appassionato d’arte, selezionando e proponendo accuratamente gli artisti potenzialmente validi, con l’intento di intensificare il circuito conoscitivo e fisico delle loro opere  accompagnate rigorosamente da una “Certificazione di Autenticità“, e offrendo, quindi,  la miglior garanzia di guadagno per gli acquirenti, oltre che un vero e proprio investimento emozionale che fa bene allo spirito e che dura per sempre.

I titolari della Galleria “La Saletta dell’Arte” si impegnano ad organizzare periodicamente le mostre personali di alcuni artisti della loro ricca scuderia, e programmano anche importanti eventi culturali, stage, corsi inerenti la didattica e la diffusione delle tecniche pittoriche e del disegno, rivolti agli appassionati di ogni età e ad artisti esordienti.

SERIGRAFIA

La Serigrafia (o stampa serigrafica) è una delle tecniche di stampa artistica che si utilizzano per riprodurre immagini o documenti su qualsiasi materiale mediante l’uso di un tessuto molto fine (tessuto di stampa), facendo depositare dell’inchiostro su un supporto attraverso le aree libere della trama.

Il sostantivo serigrafia si riferisce chiaramente a una scrittura (grafia) attraverso la seta (seri). Si tratta di un sistema che permette la ripetizione, cioè, una volta che si ha un modello, questa stampa si può ripetere migliaia di volte, ad ottenere dei “multipli”, senza perdere di definizione.

Esistono varie tipologie di serigrafia che dipendono dalle procedure utilizzate e dagli obiettivi ricercati:
la serigrafia tessile, industriale, grafica (intesa per stampa pubblicitaria o di illustrazioni e grafici o disegni) e la serigrafia artistica per riprodurre opere d’arte più vicine possibile all’originale, aggiungendo anche un effetto materico e, soprattutto, rispettandone al massimo l’intensità e l’espressione coloristica.

Andy Warhol ha dato la massima notorietà alla serigrafia, che aveva avuto un grande sviluppo in Oriente e che si era diffusa negli Stati Uniti d’America all’inizio del XX secolo. Successivamente, diventò uno dei massimi mezzi espressivi utilizzati nell’ambito della pop art.

La stampa serigrafica può essere successivamente ritoccata dall’autore per ottenere, all’interno di una produzione multipla, un’opera che si distingue, a proprio modo, per unicità, con annessa numerazione su ciascuna copia e firma dell’artista.

INCISIONE

L’incisione è una tecnica artistica e può essere in cavo o in rilievo.

La tecnica in cavo consiste in una matrice di metallo che può essere incisa direttamente (bulino, niello, maniera nera, puntasecca), oppure incisa con acidi (acquaforte, acquatinta, cera molle).
Tale tecnica viene denominata “in cavo” perché l’inchiostro di stampa penetra nei solchi formatisi per azione del bulino o dell’acido. L’impressione sulla carta lascia sempre il segno della matrice.

La tecnica “in rilievo” prevede che una matrice venga scolpita in altorilievo (tipo timbro); anticamente soltanto in legno (silografia o xilografia), oggi anche in linoleum, in pannello di fibra a media densità o in altri materiali simili.

L’incisione viene usata da tempo anche nel campo dell’oreficeria, come decorazione di un oggetto (anello, bracciale o altro) associato anche a tecniche di incastonatura. Particolare tecnica incisoria, manuale e meccanica insieme, è il ghiglioscé.

I primi esempi documentati risalgono, in Egitto e in Cina, al VII secolo a.C.
I cinesi usavano in un primo momento il metodo xilografico per la controimpressione delle stoffe, passando poi anche alla scrittura.

LITOGRAFIA

La stampa litografica è una tecnica inventata nel 1796 da Alois Senefelder, che inizialmente chiamò “stampa chimica su pietra”; in periodi successivi si adottarono anche lastre di materiale poroso come l’alluminio e lo zinco. L’invenzione di questo procedimento tecnico per la stampa ha comportato una duplice rivoluzione divulgativa e industriale nel campo delle arti visive.

La tecnica della litografia si basa sul principio, già abbastanza noto fin dall’antichità, della repulsione fra sostanze grasse e l’acqua. La matrice è una pietra calcarea “litografica” o “pietra di Senefelder” dalla struttura granulare, dove il granulo, più o meno fine, è regolare in tutto il suo volume e composta da carbonato di calcio, squadrata a parallelepipedo con tutti gli angoli a 90 gradi e le grandi facce perfettamente parallele fra loro.

Gli strumenti che l’artista utilizza non sono del tipo “da incisione” ma atti soltanto a lasciare impresso in superficie il segno grafico. Dopo la realizzazione del disegno avviene la fase successiva che è l’acidazione.
Nelle parti non disegnate, cioè dove manca l’inchiostro, l’acido provoca la trasformazione del carbonato di calcio (esistente nella pietra matrice) in nitrato di calcio con proprietà idrofila, mentre nella parte protetta (quella disegnata) il carbonato di calcio trattiene l’inchiostro, essendo questo un materiale grasso.

Se si vuole realizzare una cromo-litografia (litografia colorata), occorre decidere prima quanti colori impiegare, quindi preparare tante lastre con tanti disegni (tutti perfettamente accostabili) per quanti sono i colori dell’opera finale.
Su ogni foglio litografato si appone numerazione e firma dell’artista.

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